23 Oct

Si trova pienamente d’accordo con il comitato di viale Gramsci il gruppo consiliare della Lega che sostiene la necessità di riqualificare il parco in termini di sicurezza e decoro prima di valorizzarlo con superficiali progetti di abbellimento


“Prima di pensare a come abbellirlo sarebbe meglio trovare delle soluzioni efficaci e permanenti per ripulirlo, ma soprattutto per renderlo sicuro. L’Amministrazione sembra far finta di niente, ma la situazione di degrado e delinquenza è sotto gli occhi di tutti da tempo, e il progetto di riqualificazione proposto appare come la ciliegina su una torta avariata”. Ha l’amaro in bocca il capogruppo consiliare di Lega Modena Alberto Bosi nel commentare gli ultimi sviluppi sul futuro del parco XXII aprile, polmone verde della città che per il suo valore storico e la sua posizione potrebbe davvero essere una delle zone urbane più appetibili e amate dalla comunità, e che invece da anni finisce sulle pagine dei giornali perché teatro di fatti di cronaca a dir poco spiacevoli, se non addirittura incresciosi.
“Nel pieno di una delle aree più degradate di tutta Modena - a due passi dal complesso R-Nord e da viale Gramsci - il parco continua ad essere un vero e proprio ricettacolo di spacciatori, sbandati e senza fissa dimora, la cui presenza preoccupa non solo i residenti del quartiere Crocetta ma anche i suoi fruitori, soprattutto famiglie e ragazzi. Se non si risolvono prima questi problemi cronici con una riqualificazione oggettiva, se non si tenta di rendere più civile e vivibile l’area, realizzare un progetto come quello elaborato dal team di Renzo Piano appare come una manovra di facciata, come un’operazione puramente estetica per distogliere l’attenzione da quelle che sono le reali criticità” ha affermato Barbara Moretti, giovane consigliera del gruppo.
“Sia chiaro” ha poi precisato Bosi “nessuno sta criticando il progetto in sé - che da quanto si apprende ha ricevuto apprezzamenti da ogni parte, compreso dai residenti del quartiere - tuttavia riteniamo che non sia una priorità; sembra più un vano tentativo di rendere presentabile qualcosa che presentabile non è. Ci schieriamo quindi dalla parte del comitato di viale Gramsci nel sostenere che il mero abbellimento dell’area non è la soluzione, e che prima di pensare a migliorare il parco dal punto di vista estetico con un’opera architettonica puramente fine a sé stessa, è necessario e doveroso migliorarlo in termini di sicurezza e pulizia.