08 Oct

Gli esponenti di Lega Modena chiedono la reintroduzione del vigile di quartiere, figura di Polizia Locale già sperimentata in passato che potrebbe dare un forte contributo all’incremento dei livelli di sicurezza in città. Depositata una mozione sul tema

“Una decina d’anni fa aveva avuto esiti soddisfacenti: perché allora  non rilanciare il servizio del vigile di quartiere? È evidente - da quanto si legge sulle pagine dei giornali e sui social - che la sicurezza è uno dei temi che animano maggiormente i modenesi, ed è palese che l’aggravarsi della situazione in città non è più una questione di semplice percezione ma al contrario un innegabile dato di fatto. Ecco che l’impiego di figure di Polizia Locale con compiti di controllo nelle diverse circoscrizioni della città potrebbe rappresentare un’ottima soluzione per incrementare i livelli di sicurezza e di vivibilità degli spazi pubblici”. Il capogruppo consiliare di Lega Modena Alberto Bosi è intervenuto per spiegare le ragioni che stanno alla base della mozione depositata in consiglio comunale per chiedere formalmente al Sindaco e alla Giunta di mettere in campo tutte le azioni necessarie per reintrodurre i vigili di quartiere.
Non è affatto la prima volta che gli esponenti del Carroccio locale sollecitano l’azione concreta dell’Amministrazione sul fronte sicurezza, anche con riferimenti ad episodi e dati statistici ufficiali. “I numeri parlano chiaro: Modena rimane tra i territori meno sicuri d’Italia” ha proseguito Bosi. “Se prendiamo ad esempio l’ultima classifica sull’indice di criminalità stilata dal Sole 24 Ore vediamo che la nostra città si colloca al decimo posto su 106, in particolar modo a causa di furti in abitazione e riciclaggio - stando a questi indicatori Modena è addirittura sul podio, rispettivamente al secondo e terzo posto - ma pesano anche omicidi e tentati omicidi. E ancora: se consideriamo la classifica 2020 sulla qualità della vita - osservando in particolare l’indicatore “giustizia e sicurezza” - Modena è 99esima su 107 province”.
Al di là dei dati, Lega Modena fa notare che sono i modenesi stessi ad accorgersi di quanto poco ormai sia sicura la città. “Non è possibile che i cittadini debbano girare per le strade guardandosi le spalle e con il timore di essere aggrediti o derubati; non è giusto che siano costretti a evitare certe zone degradate, o ad assistere continuamente ad episodi di spaccio anche alla luce del sole e in pieno centro o nei parchi, come non è giusto che si debbano organizzare autonomamente con gruppi di controllo di vicinato per cercare di difendersi da soli” ha affermato il Vicepresidente del consiglio comunale Stefano Prampolini. “Sono stanchi di vivere nell’insicurezza e nel costante timore di veder violate persino le proprie case. Proprio da qui nasce la nostra mozione: introdurre vigili di quartiere che non solo svolgano l’attività istituzionale che normalmente compete loro, ma che abbiano anche compiti di Polizia di comunità, quali il presidio territoriale, la vigilanza sul traffico, sul commercio locale e sui parchi pubblici, e la raccolta di segnalazioni. Crediamo fermamente nell’utilità di queste figure intermediarie tra residenti e istituzioni, speriamo che questa volta l’Amministrazione ci ascolti e approvi la nostra proposta”.