Fattore Famiglia bocciato, ma PD e maggioranza si sono spaccati


22 Oct
22Oct

La bocciatura della mozione per chiedere l’introduzione del “Fattore Famiglia” dimostra palesemente come parte della maggioranza sia contro la famiglia, specialmente contro i nuclei maggiormente in difficoltà, e più in generale contro la natalità. Votare no è come voltare le spalle a chi ha bisogno d’aiuto per continuare a garantire l’esistenza di una comunità”. 

È l’amaro commento di Alberto Bosi, capogruppo consiliare di Lega Modena, rimasto deluso da un consiglio comunale che non è andato come sperava. 

“Ma la notizia politica – commenta Bosi – è che per la prima volta in questa legislatura il PD si è spaccato su questa nostra mozione. Da una parte gli ex Margherita, dall'altra gli ex DS. Questi ultimi hanno votato contro, mentre la componente cattolica si è astenuta o non ha partecipato, stando fuori dall'aula e rientrando subito dopo il voto. Non solo: si è spaccata anche la maggioranza. Modena Civica si è infatti astenuta, contrariamente agli altri alleati”. 

“Perché non aderire alla rete di comuni che adottano il “Fattore Famiglia” in aggiunta al calcolo ISEE come strumenti di accesso a servizi socio-assistenziali?”. Era quanto chiesto a Sindaco e Giunta dai consiglieri comunali di Lega Modena, Fratelli d’Italia - Popolo della Famiglia, Forza Italia e Movimento 5 Stelle, che insieme hanno presentato la mozione per valutare l’ipotesi d’introdurre - almeno in via sperimentale - il metodo del cosiddetto “Fattore Famiglia” come integrazione dell’ISEE per l’attribuzione di agevolazioni e sussidi ai nuclei famigliari con maggiori difficoltà economiche

Dal momento che il Comune di Modena adotta il solo modello lSEE quale strumento per ottenere parità di accesso ai programmi di Welfare destinati alle fasce più deboli della popolazione, i rappresentanti modenesi del centrodestra - assieme ai consiglieri pentastellati - avevano chiesto a Sindaco e Giunta di prendere in considerazione questa proposta di grande importanza sia in termini di equità sociale che di centralità della famiglia, ricevendo in risposta un netto “no”. 

Il solo metodo ISEE presenta diverse criticità che possono comprometterne il fine, generando ingiustificate disparità di trattamento: la potenziale non attendibilità del dato finale, l’inefficacia dei controlli automatici e l’impossibilità di effettuare verifiche per ogni soggetto ne sono alcuni esempi” hanno fatto notare i consiglieri. 

“Non solo il modello ISEE può e deve essere migliorato - sostiene Bosi - ma dovrebbe essere integrato con il “Fattore Famiglia”, che utilizza criteri che permettono una precisa identificazione del beneficiario e un’accurata valutazione delle risorse realmente disponibili alle famiglie. Utilizzare in modo combinato entrambi questi indicatori socio-economici significherebbe innanzitutto rendere ancor più efficiente il sistema di redistribuzione delle risorse a favore dei nuclei più bisognosi, e in secondo luogo incentivare indirettamente la natalità, grazie ad una maggiore stabilità economica delle famiglie”.


Segreteria Lega Modena per Salvini Premier