Flash Mob sabato 31 ottobre in Viale Gramsci per dire STOP alla mafia nigeriana e al Decreto (in)sicurezza del Governo Conte-Bis


29 Oct
29Oct

L’arresto di 32 “pusher” nigeriani avvenuto in questo mese e la loro pressoché immediata scarcerazione (con applicazione del solo divieto di dimora nella provincia di Modena da parte del Giudice) rischiano di vanificare anni di indagini dei Carabinieri, che grazie alle intercettazioni telefoniche e agli appostamenti avevano potuto identificare parte degli spacciatori che da anni infestano il Parco XXII Aprile e il quartiere di Viale Gramsci.

Si tratta di soggetti senza fissa dimora e quindi irreperibili, sbarcati in Italia sui barconi mandati dalla mafia nigeriana che controlla parte rilevante il mercato della droga (hashish, cocaina, marijuana e il nuovo potentissimo stupefacente sintetico “shaboo”), con un business di miliardi di euro.

Alcuni di costoro godevano addirittura del permesso di soggiorno per “motivi umanitari”, ma non avevano e non hanno alcuna intenzione – come raccontano le “sinistre” che vedono addirittura nell’immigrazione africana una futura “risorsa” per bilanciare il calo di natalità dei popoli europei – di “integrarsi” e presto rischiamo di rivederli di nuovo all’opera nel quartiere; i loro connazionali finti profughi comunque lo sono già, dal momento che i residenti del quartiere riferiscono che lo spaccio e il degrado notturno sarebbe già ricominciato.

Occorrono pertanto pene più severe anche contro il cosiddetto “spaccio da strada” (grazie a una legge voluta dal governo Renzi dal 2014 punito con la reclusione da 6 mesi sino a un massimo di 4 anni), come ha richiesto la Lega in Parlamento con un disegno di legge depositato in Senato nel 2019, per far sì che il giudice penale possa applicare immediatamente anche ai “piccoli spacciatori” o “pusher” socialmente pericolosi la custodia cautelare in carcere e non solo la misura blanda del divieto di dimora.

Ma non è tutto. Il decreto-legge pubblicato il 21 ottobre scorso su decisione del governo Conte-bis ha come obiettivo di smantellare di fatto i “decreti sicurezza” voluti dall’ex Ministro degli Interni Salvini e quindi di reincentivare gli sbarchi di “migranti” africani sulle nostre coste (nel 2019 calati dell’80% grazie all’azione del governo giallo-verde e nel 2020 già triplicati), mediante misure quali: il notevole abbassamento delle multe alle organizzazioni ONG che nel Mediterraneo favoriscono l’arrivo sui porti italiani di navi piene di finti profughi, la “protezione speciale” (o permesso di soggiorno per motivi umanitari allargato a nuove ipotesi), la riduzione dei tempi di trattenimento nei CPR per gli immigrati irregolari non identificati o sedicenti in vista di un loro (sempre più improbabile) “rimpatrio”, il ripristino del sistema di accoglienza SPRAR gestito dai Comuni e dalle cooperative che, come a Modena, fanno dell’integrazione generalizzata dei “migranti” il loro “fiore all’occhiello”.

Il gruppo consiliare della Lega è inoltre in attesa che dal luglio di quest’anno venga trattato in Consiglio comunale una mozione (primo firmatario il Consigliere comunale Antonio Baldini) con cui l’intero centro-destra chiede l’istituzione di una commissione speciale “sulla sicurezza integrata e urbana” per verificare, dati alla mano, le tematiche sulla sicurezza della città di Modena, secondo un’indagine del Sole24ore pubblicata nei giorni scorsi salita nella “top ten” per numeri di reati.

Del tutto inutili sono i progetti di “rigenerazione” della zona “Errenord” e il “dialogo” dell’amministrazione comunale con i cittadini del quartiere se poi si eludono i problemi essenziali a monte.


Segreteria Lega Modena per Salvini Premier