Il Comune di Modena approvi un regolamento per l'utilizzo della pistola elettrica "TASER"


29 Apr
29Apr

Alberto Bosi, Consigliere comunale per il gruppo consiliare “Lega Modena”, annuncia che è stato presentato in Consiglio comunale una mozione avente ad oggetto la richiesta di modifica del Regolamento del Corpo di Polizia locale per avviare anche a Modena la fase di sperimentazione del “Taser”.

Con il cosiddetto “decreto sicurezza 1” emanato dal governo Conte-1, convertito in via definitiva dal Parlamento nel dicembre del 2018, è stato sancito che i Comuni con più di 100.000 abitanti possano dotarsi di armi ad impulso elettrico ed avviare una fase di sperimentazione al fine di dotare il Corpo di Polizia Municipale del “taser”, mentre l’attuale governo Conte-bis ha approvato un regolamento per dotare la Polizia di Stato di tale arma.

Occorre evidenziare che tale strumento è attualmente utilizzato dalle forze di polizia di 107 Paesi del Mondo e svolge una duplice funzione: quella di autotutela dell'agente di pubblica sicurezza nelle situazioni di maggiore pericolo in cui debba necessariamente impedire aggressioni alla persona (ad esempio rapine o scippi), ma in cui sarebbe al contempo rischioso l’utilizzo di armi da fuoco (ad esempio per la presenza di numerose persone); quella, general-preventiva o deterrente, di neutralizzare la condotta aggressiva di malintenzionati o facinorosi senza provocare danni alla persona e limitando al minimo il contatto fisico (il “Taser” difatti immobilizza il soggetto colpito ma non provoca, salvo casi rari per la presenza di fattori concomitanti, lesioni alla persona).

Il (prescritto) regolamento comunale per l’utilizzo del “Taser” è stato già adottato da altri Comuni, che hanno avviato con successo anche la fase della sperimentazione con i corpi di Polizia municipale (si citano i casi di Verona e Padova); dalle cronache di stampa è emerso anzi che in taluni casi è bastato mostrarlo per indurre i malintenzionati a desistere dall’uso della violenza fisica.

E’ un dato di fatto inconfutabile che Modena nella classifiche nazionali ha perso numerose posizioni per la “qualità della vita” proprio in ragione del “fattore sicurezza”, ma tale dato viene costantemente negato dal Sindaco che tuttavia anche nel secondo mandato si è attribuito le deleghe sulla sicurezza senza istituire un assessorato ad hoc.

Come forza di opposizione abbiamo dunque deciso di proporre una soluzione concreta (e fattibile) per migliorare il benessere e la sicurezza dei cittadini modenesi.


Alberto Bosi 
Consigliere comunale LEGA Modena