Il motto muzzarelliano "Città in cammino" si traduce solo in politiche inique e recessive


19 Jun
19Jun

La Lega di Modena nella seduta del Consiglio comunale di giovedì 18 giugno ha dato voto contrario all’approvazione del rendiconto di bilancio relativo all’anno 2019. Il Consigliere comunale ed ex candidato Sindaco Stefano Prampolini è intervenuto nel corso del dibattito per illustrare le ragioni del no.



Il dato più eclatante che emerge dal rendiconto dell’anno 2019 è che il Comune non è ancora riuscito a riscuotere oltre 33 milioni di crediti iscritti a bilancio: una cifra enorme, che comprende 14 milioni di multe, 6 milioni di IMU e 4 milioni per affitti, che costituiscono un autentica beffa per i modenesi onesti che pagano le multe e le tasse fino all’ultimo centesimo e che nonostante un quadro economico generale recessivo si sono visti innalzare sempre dal Comune l’addizionale IRPEF e l’IMU.

La carenza gestionale dell’amministrazione comunale si ripercuote sull’impossibilità di poter disporre dei 50 milioni di euro che l’amministrazione ha pure risparmiato in questi anni, ma che devono essere appunto destinati a copertura dei crediti “inesigibili”.

Ma non è tutto. Non solo la Giunta di centro-sinistra cerca di tosare il cosiddetto ceto “medio” (in realtà sempre meno “medio” e trascinato in basso dalla crisi socio-economica), ma taglia anche il tanto decantato “welfare emiliano”: 2 milioni in meno rispetto al 2018 per spese quali gli asili nido e le case di riposo, 1 milione e mezzo di euro in meno per i servizi a domanda individuale quali i trasporti scolastici e le mense, tanto per citare alcune cifre.

La Giunta comunale in sede di approvazione del rendiconto non ha neppure usufruito delle possibilità offerte dal Decreto “cura Italia” emesso dal governo nazionale a marzo, destinando almeno una parte dell’avanzo vincolato di bilancio (18 milioni di euro) per mitigare gli effetti negativi dell’emergenza Covid-19, oltre ai 5 milioni di euro già accantonati ma evidentemente non sufficienti se il Comune sostiene di dovere per forza alzare la tassazione.

Paradossale poi è che la maggioranza consiliare, con il pretesto che occorra interagire con “tutti i soggetti responsabili” (governo centrale compreso), abbia bocciato una mozione del gruppo consiliare Lega Modena (prima firmataria la Consigliera De Maio) con cui si chiedeva al Comune di farsi portavoce direttamente presso HERA, in qualità di azionista e come tale percettore di utili, della richiesta di prevedere una riduzione o scontistica della TARI per tutti i titolari di attività commerciali che, durante il periodo di totale o parziale chiusura forzata dell’attività per l’emergenza Covid-19, non avevano prodotto rifiuti.


Il gruppo consigliare LEGA Modena