Inceneritore di Modena: no ai rifiuti da fuori provincia!


25 Sep
25Sep

Con una mozione a firma di Lega Modena, F.D.I. - Popolo della Famiglia e Forza Italia, i gruppi di centrodestra hanno chiesto con forza di limitare i conferimenti di rifiuti allo stabilimento di via Cavazza, trovando il favore dei pentastellati ma il netto rifiuto di centrosinistra e verdi.

“Basta ai rifiuti da fuori provincia! E’ giunta l’ora di riservare l’uso dell’inceneritore esclusivamente a quelli modenesi, rinunciando ad importarli da altri territori. Modena non può diventare la pattumiera di tutti”. Si è espresso così Alberto Bosi, capogruppo consiliare di Lega Modena, a nome dei firmatari della mozione presentata in seduta di consiglio al Sindaco e alla Giunta. 

“Chiediamo che vengano messe in campo quanto prima tutte le iniziative necessarie al fine di ottenere che soltanto i rifiuti prodotti nel nostro territorio vengano smaltiti nello stabilimento di via Cavazza, così da registrare anche un conseguente miglioramento della qualità dell’aria ed effetti positivi sulla salute dei cittadini”. L’intero centrodestra si è battuto con forza per far valere le proprie ragioni in un dibattito che ha visto i 5 stelle schierarsi a favore della mozione, ed il centrosinistra - unito ai verdi - contrario.

Secondo i rappresentanti di centrodestra, infatti, la diminuzione della quantità di rifiuti da bruciare nell’inceneritore sarebbe uno dei punti chiave su cui intervenire a contrasto dell’inquinamento - assieme alla riduzione del traffico veicolare e alla chiusura delle fonderie in zona Madonnina - se non addirittura il principale: “Rinunciare ad importare rifiuti da fuori provincia e regione significherebbe ridurre del 45% le emissioni dell’impianto, che equivarrebbe a togliere dalla strada circa 80mila automobili”, ha affermato Bosi.

I consiglieri firmatari, inoltre, hanno rimarcato come lo scorso anno anche la quantità di rifiuti speciali di derivazione industriale abbia toccato numeri da record: sono state smaltite dal termovalorizzatore ben 74.451 tonnellate, 13.000 in più rispetto al 2018. Anche per questo è stato chiesto a gran voce che per questo tipo di rifiuti venga immediatamente ripristinato il limite - abrogato dall’ARPAE nell’ottobre del 2017 - di 50.400 tonnellate/anno.

Al di là degli aspetti ambientali, Bosi ha portato all’attenzione di tutti i presenti anche i delicati equilibri politici implicati nella questione smaltimento rifiuti: “Il Comune di Modena, essendo un importante azionista di Hera, ha un rapporto intrinsecamente connesso e dipendente dalla stessa. E’ dunque evidente che - pur essendo Hera un’efficiente multiutility - l’Amministrazione si trovi in conflitto d’interesse con i cittadini, di cui mette a repentaglio la salute facendo bruciare a pieno ritmo rifiuti urbani e speciali, provenienti anche da fuori provincia e regione”.

Il capogruppo consiliare della Lega ha chiuso il suo intervento ricordando il progetto Hera di teleriscaldamento della città, presentato in pompa magna nel 2009 e mai realizzato: “Avrebbe dovuto servire il comparto ex Mercato Bestiame, diversi Uffici Pubblici e alcune scuole, evitando l'immissione in atmosfera di migliaia di tonnellate di CO2. Eppure il progetto ad oggi non è ancora stato portato a compimento”.


Segreteria Lega Modena per Salvini Premier