Luca Rossi: L’autostazione di Modena zona franca per la criminalità locale e straniera


19 Jun
19Jun

L’autostazione di Modena è diventata nel corso degli ultimi anni una sorta di zona franca per la criminalità locale e straniera. Notizie di furti, risse e conseguenti interventi delle forze dell’ordine si susseguono settimanalmente. L’ennesimo confronto sul ring delle autolinee si è avuto mercoledì sera. Una furiosa scazzottata tra una cinquantina di ragazzi per motivi ancora ignoti. Il tema della sicurezza pubblica è pressoché ignorato dall’amministrazione comunale, la quale – evidentemente – non ha interesse ad affrontarlo seriamente, proponendo soluzioni drastiche ed efficaci per combattere il degrado urbano. Non è possibile trasformare una intera zona della città in una sorta di ipermercato della droga, dove disagio sociale produce le nuove leve della delinquenza.

Il presidio del Posto Integrato di Polizia, nato con l’intento di monitorare ed intervenire tempestivamente contro la diffusione dei reati, è diventato col tempo totalmente inutile sotto il profilo della prevenzione. Andrebbe potenziato, con la presenza di unità speciali come la Sezione Falchi, preposti alla repressione dei crimini di strada.  Magari anche con celle provvisorie per i trasgressori in attesa di processo, come in alcuni Stadi inglesi.

In tempi brevi  le autolinee, il parco Novi Sad, il parco XXII Aprile sino alla Crocetta,  si trasformerebbero in un ambiente ostico per la malavita e per i giovani aspiranti spacciatori.  E’ necessario intervenire prima che questa massa tumorale si estenda al resto della città, poiché la crisi economica aprirà nuovi spazi alle organizzazioni criminali e le ripercussioni sull’ordine sociale saranno catastrofiche.  

Il buonismo e la retorica dirittumanista che  fungono da  sovrastruttura ideologica al disastro sociale, sta trasformando un tranquillo capoluogo di provincia in una  città del terzo mondo.


Luca Rossi