MOZIONE LEGA: REALIZZAZIONE DEI PATTI COLLABORATIVI TRA COMUNE E CITTADINI MODENESI


24 Sep

Premesso che

 la volontà di superare la crisi del sistema rappresentativo ha dato vita a nuove forme di partecipazione dei cittadini nella gestione dell’attività amministrativa, in particolare nuove politiche di inclusione sociale, nonché di gestione e valorizzazione del territorio, attraverso modelli di collaborazione sinergica tra Comune e cittadini;

in questo contesto, l’elaborazione di un nuovo modello di amministrazione fondato su una relazione paritaria e su una concezione del singolo come portatore non solo di bisogni ma anche di risorse per la realizzazione dell’interesse generale e questo è necessario per superare il modello tradizionale, in cui i soggetti pubblici sono i soli ad essere legittimati ad operare nell’interesse generale mentre i cittadini sono per definizione in una posizione passiva;  

considerato che

tale nuovo modello trova un riconoscimento costituzionale con la riforma del Titolo V della Costituzione, ed in particolare col principio di sussidiarietà orizzontale di cui all’art. 118, l’Amministrazione Comunale assume il dovere di sostenere e valorizzare l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli o associati, volta al perseguimento di finalità di interesse generale;

ad esempio il Comune di Bologna ha approvato, il 19 maggio 2014, il regolamento sulle forme di collaborazione tra cittadini e Amministrazione per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani. Nello specifico sono ammesse proposte di collaborazione riguardanti:

  • beni materiali (a solo titolo esemplificativo: strade, piazze, portici, aiuole, parchi e aree verdi, aree scolastiche, edifici...),
  • immateriali (a solo titolo esemplificativo: inclusione e coesione sociale, educazione, formazione, cultura, sensibilizzazione civica, sostenibilità ambientale, riuso e condivisione...),
  • digitali (a solo titolo esemplificativo: siti, applicazioni, social, alfabetizzazione informatica...);

tenuto conto che  

il tema della partecipazione civica è inscindibilmente legato alla teoria dei beni comuni, i quali, in virtù della loro relazione qualificata e particolare con la comunità, si prestano ad essere beni non solo preordinati a soddisfare un interesse pubblico, ma anche ancorati ed amministrati da una comunità di riferimento. In questo senso, essi rappresentano la base della democrazia partecipativa; 

l’interesse qualificato alla tutela dei beni comuni richiede un riconoscimento espresso delle pretese partecipative dei singoli: ciò è avvenuto con il Regolamento per la cura e la gestione condivisa dei beni comuni, strumento giuridico sperimentato in più di 200 Comuni italiani, e che ha permesso alla comunità di “riappropriarsi” dei beni comuni;  

visto che

con tali Regolamenti si è dato vita al c.d. “Patto di Collaborazione”, atto amministrativo di natura non autoritativo, idoneo a regolare la collaborazione tra Comune e cittadini per la cura, la rigenerazione e la gestione dei beni comuni;

il patto di collaborazione è lo strumento con cui il comune ed i cittadini attivi concordano tutto ciò che è necessario ai fini della realizzazione degli interventi di cura, rigenerazione e gestione dei beni comuni in forma condivisa;

la scelta di definire i patti di collaborazione “atti amministrativi di natura non autoritativa” è la logica conseguenza della parità di rapporti che intercorre fra cittadini ed amministrazione nell’ambito del modello dell’amministrazione condivisa, fondato sulla sussidiarietà. Cittadini e amministrazione sono alleati nella lotta contro la complessità dei problemi, la scarsità dei mezzi, l’aumento delle esigenze e in questa lotta condividono responsabilità e risorse. Sono sullo stesso piano e i rapporti fra di loro devono pertanto essere disciplinati con strumenti giuridici che rispecchino questa nuova modalità di rapporto fra istituzioni e cittadini;  

ritenuto che 

la stipula di un patto di collaborazione tra cittadini e amministrazione, per realizzare in forma condivisa la cura, la rigenerazione e la gestione dei beni comuni, è una formulazione che lascia molto spazio all’autonomia contrattuale delle parti, le sole che sono in grado di sapere cosa è necessario nelle circostanze date per realizzare nel modo migliore la cura condivisa dei beni comuni;  

IL CONSIGLIO COMUNALE IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA

a mettere in campo tutte le iniziative necessarie affinchè anche a Modena, come già avviene in decine di Comuni Italiani, vengano istituiti i Patti di Collaborazione tra l'amministrazione comunale ed i cittadini.  


LEGA MODENA 

Alberto Bosi

Giovanni Bertoldi

Barbara Moretti

Stefano Prampolini

Luigia Santoro 

FRATELLI D'ITALIA/POPOLO DELLA FAMIGLIA 

Elisa Rossini

Antonio Baldini 

FORZA ITALIA 

Pier Giulio Giacobazzi