Un odg per sollecitare modifiche al DPCM: “Punisce anche i ligi al dovere: va cambiato”


12 Nov
12Nov

Le disposizioni anti-Covid dell’ultimo DPCM stanno indiscriminatamente soffocando il lavoratori modenesi e distruggendo il tessuto socio-economico di un territorio che si è sempre distinto per la capacità e la volontà di darsi da fare. Non possiamo stare a guardare senza fare nulla”. 

Con il capogruppo Alberto Bosi e il consigliere Stefano Prampolini in prima linea, Lega Modena ha deciso di attivarsi concretamente presentando un ordine del giorno urgente per sollecitare il Sindaco e la Giunta affinché facciano sentire la propria voce, e chiedano alle istituzioni competenti di modificare il DPCM pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 25 ottobre. Da subito gli esponenti del Carroccio avevano espresso solidarietà a tutti coloro che da un giorno all’altro si erano nuovamente trovati senza lavoro, con la promessa di indennizzi irrisori come garanzia allo stop delle attività, nonostante gli investimenti fatti per adeguarsi alle disposizioni ferree precedentemente imposte. 

Questo DPCM - ha affermato Bosi - penalizza ingiustamente migliaia di persone che nei mesi scorsi con grandi sacrifici hanno investito tempo e risorse economiche per conformarsi alle norme di distanziamento e sanificazione, obbligatorie per continuare a svolgere il proprio lavoro nel pieno rispetto dei protocolli. Tali sforzi sono stati fatti appositamente per salvaguardare la continuità d’impresa, continuità che le ultime misure mettono a serio rischio: molti non riapriranno”. 

Prampolini ha chiarito che se da una parte Lega Modena sia pienamente d’accordo nel rispetto delle norme per limitare la diffusione del virus, dall’altra non possa rimanere sorda al grido d’aiuto dei lavoratori: “Riteniamo doveroso tutelare la salute dei cittadini - e soprattutto le fasce più deboli della popolazione - senza però danneggiare chi vuole e deve continuare a lavorare per sopravvivere. Crediamo che la situazione sia grave: gli indennizzi promessi dal governo non compenseranno la mancata attività degli operatori. Secondo noi della Lega sarebbe meglio, ad esempio, chiudere selettivamente - attraverso controlli mirati - chi non rispetta le regole, e sarebbe opportuno fornire un quadro alle autorità competenti sulle ricadute in termini di chiusure di attività e numero di disoccupati che queste misure stanno generando e continueranno a generare a livello locale”. 

Proprio al fine di avanzare ufficialmente queste proposte in consiglio, Lega Modena ha stilato un ordine del giorno urgente da sottoporre al Sindaco e alla Giunta. “Chiediamo che l’Amministrazione raccolga dalle associazioni di categoria i dati sul numero di attività a rischio e sul conseguente possibile numero di disoccupati, e che comunichi tali dati alle istituzioni competenti, affinché sia poi rivisto il DPCM e siano riaperte tutte quelle attività - tra bar, ristoranti, palestre, cinema, ecc - che si sono scrupolosamente adeguate ai protocolli. 

Questo DPCM va cambiato quanto prima perchè fa di tutta l’erba un fascio: ci rimettono tutti indiscriminatamente, anche coloro che si sono sempre mostrati ligi al dovere; questo non è giusto, e noi della Lega non possiamo che batterci con ogni mezzo per cambiare la situazione”.


Segreteria Lega Modena per Salvini Premier